Educazione alimentare e istituti tecnici e professionali: le priorità di Valditara

da | Mag 4, 2023 | IN PRIMO PIANO

Pochi giorni fa, al Villaggio contadino allestito sul Lungomare Imperatore Augusto a Bari, si è tenuta la Festa dell’educazione alimentare, organizzata da Coldiretti con la partecipazione di migliaia di bambini in festa, politici e giornalisti, un evento pensato per mettere in contatto i più piccoli coi ritmi naturali, la vita degli animali e il percorso degli alimenti dai campi alla tavola; l’iniziativa, premiata dalla medaglia del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è articolata come un’installazione agreste fatta di tutorial sulla mungitura, cura degli animali nelle stalle della biodiversità, corsi di cucina improvvisati nella tenda dei cuochi contadini, pet therapy, orti sensoriali e lezioni sulla vita delle api.

Fra le personalità intervenute, oltre ad Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, il Ministro per gli affari Europei e il Pnrr, Raffaele Fitto, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il presidente della Regione Puglia Emiliano e il sindaco di Bari, nonché presidente dell’Anci, Antonio Decaro.

Il primo obiettivo raggiunto, a scongiurare una funzione meramente celebrativa dell’appuntamento, è stata la firma di un protocollo d’intesa da parte di Valditara e Prandini (detto accordo «salva-mense») che, alla luce dei recenti controlli dei Carabinieri per la tutela della salute che hanno riscontrato irregolarità su un terzo delle mille aziende che operano nella ristorazione scolastica, punta a garantire per le mense prodotti a chilometro zero per sostenere i produttori locali e le filiere, ma anche a sensibilizzare gli studenti a una corretta alimentazione e a uno stile di vita più sano ed equilibrato.

«È una collaborazione che si svilupperà anche con un’iniziativa a favore di tutti i docenti», ha dichiarato proprio l’inquilino di Viale Trastevere, che ha allargato il discorso dall’educazione alimentare a quella alla cittadinanza, parlando di un ulteriore accordo stipulato col Ministero dell’Interno e quello dei Trasporti, proprio sull’educazione stradale, ai fini di prevenire la piaga crescente delle vite precocemente spezzate da incidenti automobilistici.

Raffaele Fitto, sul tema della rimodulazione del Pnrr alla luce dell’imprevedibilità del conflitto in Ucraina, ha confermato di voler donare la massima priorità al comparto agricolo, anche in seguito ad alcuni incontri avuti con le organizzazioni di categoria che hanno sottolineato l’inconsistenza finanziaria di determinati interventi, in base al numero di domande pervenute, e la conseguente necessità di implementarne la portata.

Decaro, nel suo ruolo ad interim di primo cittadino e presidente dell’Anci, ha parlato dell’importanza del rapporto fra città e campagna rispetto a tematiche come «la produzione locale, il contrasto allo spreco di cibo, la sana alimentazione e la tutela della terra e del mare», mentre è incoraggiante la crescita del 20% in 5 anni delle fattorie didattiche sul territorio italiano (sono ben 3500), in grado di offrire in sicurezza attività educative e ricreative a contatto con la natura, proposta che calamita ogni anno oltre cinque milioni di visitatori, la cui (quasi) totalità non supera i 14 anni.

Questi progetti, che si legano all’ormai più che ventennale «Educazione alla Campagna Amica», crasi didattica fra scuole e Coldiretti, non hanno solo l’obiettivo di istruire i più giovani al rispetto dell’ambiente e a una corretta alimentazione, ma anche quello di veicolare attenzione e curiosità per una professione ingiustamente sottovalutata, al fine di creare una «cultura del territorio» che convogli l’imprenditoria giovanile nel settore zootecnico e che promuova una sensibilità in grado di recuperare tradizioni e folclore, non solo da un punto di vista antropologico ma anche pragmatico.

È ovvio quanto l’evento di Bari, e i protocolli d’intesa firmati, si saldino concettualmente alla riforma degli istituti tecnici e professionali (in particolare alberghieri ed agrari) fortemente caldeggiata da Valditara: agli agrari e agli alberghieri andranno infatti rispettivamente 166 e 64 milioni di euro, per unificare turismo e made in Italy sotto il minimo comune denominatore delle autoctone eccellenze agroalimentari.

Il testo di riforma degli Istituti Tecnici e professionali siglato Patrizio Bianchi prevedeva:

  1. Ridefinizione e aggiornamento degli indirizzi per rafforzare le competenze linguistiche e STEM; connettersi maggiormente al tessuto socio-economico di riferimento e valorizzare la metodologia didattica per competenze;
  2. Meccanismi di continuità tra istruzione tecnica e terziaria, con crediti formativi universitari riconosciuti ai tirocini svolti dai discenti durante l’ultimo anno di studi;
  3. La realizzazione di Patti Educativi 4.0;
  4. La strutturazione di un piano formativo mirato per i docenti degli istituti tecnici, in base alle singole specificità dei contesti territoriali;
  5. L’erogazione da parte dei CPIA (Centri Provinciali di Istruzione per gli Adulti) di percorsi di istruzione tecnica non in rete con le istituzioni scolastiche di secondo grado, o insufficienti rispetto alle richieste territoriali;
  6. Il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze di studentesse e studenti dopo il primo o secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro Europeo delle qualifiche;
  7. La definizione di misure di supporto allo sviluppo del processo di internazionalizzazione degli istituti per realizzare lo spazio europeo dell’istruzione;
  8. Il raccordo della scuola col mondo del lavoro, coerentemente con gli obiettivi di innovazione, sostenibilità ambientale e competizione previsti dal Pnrr, e l’emanazione da parte del Ministero dell’Istruzione delle linee guida per semplificare il passaggio dagli Istituti Professionali agli IEFP (Istruzione e formazione professionale).

Valditara ha elaborato dei correttivi al testo presentato da Bianchi, con una sostenibilità non più solo ambientale ma anche economica e sociale, un maggiore spazio alle competenze sull’innovazione digitale e in collegamento con i percorsi dell’istruzione terziaria, il tutto fondato su un principio di maggiore autonomia delle singole scuole, in grado di attingere a professionisti provenienti direttamente del mondo di lavoro.

Nel frattempo, per ciò che concerne gli Its, sono ben 17 i provvedimenti attuativi ancora al palo (si teme più che la bolla, le «bollicine», per restare nella metafora enogastronomica) e resta sospetto il dualismo fra una sinistra «liceista» e una destra pro-istituti professionali, laddove proprio il settore agrario, e per estensione turistico, dovrebbe compenetrarsi con quella cultura «altra» in grado di arricchirlo, arricchendosene.

Il luogo comune secondo cui «con la cultura non si mangia», non è mai comunitario perché all’Estero con la cultura (e coltura) italiana si mangia eccome. Basta copiare chi ci ha copiato (equivoci botticelliani a parte).

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