Scuola, in alcuni istituti cala il gelo

da | Dic 19, 2022 | SUI BANCHI DI SCUOLA


Le temperature non sono ancora preoccupanti, ma negli ultimi giorni il freddo è tornato a riaffacciarsi sulla nostra penisola, creando diversi problemi per l’accensione dei riscaldamenti nelle scuole italiane. Nella maggior parte dei casi non si è trattato di tagli alle ore di accensione dovuti all’aumento dei prezzi, ma di semplice inadeguatezza, o obsolescenza, degli impianti.


PROBLEMI – Nelle scuole dotate di caldaie troppo vecchie, e/o con scarsa manutenzione, le temperature sono talmente basse che alunni, personale ATA e docenti, sono costretti a trascorrere l’orario didattico senza poter togliere il cappotto. Tale situazione si è manifestata da vari giorni e, anche se in alcuni casi ci si è già messi in moto per la risoluzione delle problematiche, sono scattati i primi malumori, successivamente scaturiti in proteste ufficiali. Il fenomeno ha acquisito maggiore rilevanza dopo il ponte dell’Immacolata, dato che varie scuole hanno riacceso i riscaldamenti il giorno stesso la ripresa delle lezioni, mentre la procedura lo prevedeva almeno 24 ore prima.

LUOGHI – Molti episodi si sono manifestati per lo più a Roma, dove il Comune ha però subito placato gli animi dicendo che il problema coinvolgerebbe meno di 10 istituti su 100. Una settimana fa è stata la volta delle scuole di Alessandria: al ”Saluzzo” di via Faà di Bruno, ha spiegato il dirigente scolastico Roberto Grenna ai microfoni dell’Ansa, c’è stato un blocco della caldaia. Discorso diverso invece per il Liceo Classico “Plana” dove l’impianto di riscaldamento è partito in maniera regolare, ma non è stata raggiunta la temperatura minima garantita di 17 gradi. Pertanto, come previsto da Decreto Ministeriale, gli alunni sono tornati a casa senza prendere parte alle lezioni. Anche all’Itis “Volta” ci sono stati dei disagi, con alcuni studenti rimasti in classe con il cappotto, e i maggiorenni liberi invece di andarsene.

Destino simile quello di circa 500 studenti (su un totale di 900) dell’istituto superiore Archimede di Treviglio, in provincia di Bergamo, che hanno scelto di protestare all’esterno della scuola con cartelloni e striscioni per il freddo che all’interno delle aule aveva raggiunto addirittura gli 11 gradi: nelle settimane precedenti c’era già stato un confronto con la dirigenza scolastica, ma non essendone seguiti sviluppi positivi, i rappresentanti d’Istituto hanno indetto una manifestazione. Sotto accusa la provincia di Bergamo, proprietaria della struttura e responsabile del riscaldamento; uno dei rappresentanti ha anche inviato il 2 dicembre una mail alla Provincia, con allegate 800 firme di studenti, cui però non è ancora seguita una risposta.

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