Bonus cultura, il nuovo governo vuole eliminarlo?

da | Dic 14, 2022 | IN PRIMO PIANO



Stop al bonus cultura riservato ai ragazzi che abbiano compiuto la maggiore età nell’ultimo anno: questa sembrava essere l’intenzione del nuovo governo che tanto ha fatto discutere l’Italia negli ultimi giorni. La maggioranza ha inizialmente presentato un emendamento alla legge di bilancio, firmato da Federico Mollicone (Fdi), Rossano Sasso (Lega) e Rita Dalla Chiesa (FI). All’interno della bozza si prevedeva l’abolizione del bonus cultura 18 app, per spostare quei fondi a sostegno del mondo dello spettacolo e della cultura, che tanto è stato in difficoltà negli ultimi anni con l’avvento della pandemia.

OPPOSIZIONE – A non gradire la nuova destinazione dei fondi si era subito pronunciata l’opposizione, che non intendeva rimuovere tale diritto ai giovani. Il tesoretto in questione ammonterebbe a 230 milioni di euro all’anno, che Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia avrebbero voluto stornare su altre attività, tra le quali, 5 milioni destinati ai carnevali storici, 1 milione per cori, festival e bande musicali, 1 milione per la creazione di una Fondazione Vittoriano, che gestisca e valorizzi il complesso del Vittoriano a Roma. Inoltre, come riportato dal quotidiano La Repubblica, tra le proposte del nuovo governo c’è anche l’assunzione presso il Ministero di 750 nuove figure.

CONSEGUENZE – Negli ambienti politici si è creato un dibattito piuttosto acceso sulla questione, che ha coinvolto tanti partiti dell’opposizione, da Italia Viva tramite Maria Elena Boschi, passando per il vecchio Ministro Dario Franceschini del Partito Democratico, fino ad arrivare al Movimento 5 Stelle, che si sono detti contrari a questa nuova idea, che invece sembrava mettere d’accordo l’intera maggioranza.
Togliere uno dei pochi privilegi rimasti ai giovani italiani si configurava come un clamoroso autogol, considerato anche che al nostro bonus cultura si sono ispirate Francia, Spagna e Germania, e che uno degli argomenti più sensibili della campagna elettorale del nuovo premier Giorgia Meloni, era proprio legato ai giovani, ai quali, per sua stessa ammissione, era stato tolto il diritto all’educazione, alla socialità e allo sport. La leader di Fratelli d’Italia si era detta responsabile della restituzione a questi ragazzi di ciò che era stato loro tolto.
Iniziare dalla rimozione del bonus cultura, pertanto, non sembrava un grande inizio.

RETTIFICA – E infatti, anche alla luce dei tanti appelli arrivati dal mondo della Cultura (editori, scrittori, associazioni giovanili eccetera), è arrivata la smentita del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano che ha assicurato la non rimozione della App18, istituita nel 2017 per permettere ai diciottenni di spendere ogni anno 500 euro in libri, spettacoli ed attività culturali, ma la sua trasformazione in una «Carta Cultura» dai contenuti simili ma che terrà conto dell’Isee e che conterrà dei meccanismi antitruffa, viste le indagini della Guardia di Finanzia che hanno evidenziato un uso illegittimo di tale strumento. Resta critica Forza Italia, non tanto sulla App18, quanto sull’utilizzo del bonus per aiutare i giovani, che avrebbero bisogno di «misure più concrete».

Dietrofront strategico, dato dall’uniforme coro di dissenso da parte del mondo della cultura, o atto di reale indirizzo politico, resta il fatto che il neo-insediato Governo ha dimostrato l’intelligenza tattica di cambiare atteggiamento in corsa, correggendo il tiro su una questione di scottante attualità.

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