Scuola: bonus docenti non ancora accreditato

da | Set 27, 2022 | IN CATTEDRA

Non è ancora accessibile la piattaforma per utilizzare il bonus docenti 2022/2023, destinato a tutti gli insegnanti di ruolo per ogni ordine e grado: c’è un notevole ritardo, che ha seminato il panico fra gli insegnanti, rispetto agli anni passati.

ULTIME – In realtà non dovrebbe esserci nulla di allarmante dietro questo slittamento: stando a quanto comunicato dal sindacato Anief (in base ad alcune informazioni filtrate dal Miur) dovrebbe trattarsi di un semplice ritardo rispetto agli anni precedenti, in cui il bonus veniva caricato in corrispondenza dell’inizio della scuola, anche se in passato è già capitato ci fossero dei piccoli inconvenienti a causa degli aggiornamenti di sistema. Ogni anno (il 1° settembre) il portale va in manutenzione per consentire agli operatori di aggiornare il portafoglio di ogni docente, con il taglio delle somme non più spendibili e quelle non spese, e con l’accredito della nuova somma più il residuo dell’anno precedente. Ricordiamo infatti che ogni bonus può essere speso nell’arco di due anni scolastici; infatti, in questo periodo i docenti avranno a disposizione quello del 2021/2022 (per chi ancora non ne ha usufruito) più quello 2022/2023, per un importo cumulabile fino a 1000 euro.

CHIARIMENTI – Nulla di cui preoccuparsi, quindi, anche perché l’ultima Legge di Bilancio copre ancora per qualche anno i finanziamenti che garantiscono la somministrazione dei 500 euro. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare anche una nota del Miur con informazioni più dettagliate e la data precisa in cui verrà erogato il bonus. Nei giorni scorsi si è espresso in merito anche il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri: «È una situazione che sta mettendo in allarme il mondo della scuola, considerando anche la difficile situazione economica. Tra l’altro ad essere penalizzata è una categoria professionale che riveste un ruolo fondamentale per la crescita e la formazione della comunità, ma che vive la puntuale distrazione del Governo. Ora è necessario fare chiarezza su questo».

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