L’immaginazione al podere: la Pac

da | Ago 31, 2022 | IN PRIMO PIANO

La Pac (Politica agricola comune), ai sensi dell’articolo 39 del trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, rappresenta l’insieme di norme che l’Ue, sin dagli albori, si è data per riconoscere l’importanza del comparto agricolo per uno sviluppo equo dei paesi membri: tra le sue finalità vanno ricordate quella di incrementare l’agricoltura assicurando un tenore di vita adeguato alla popolazione agricola, di stabilizzare i mercati garantendo gli approvvigionamenti e dei prezzi ragionevoli per i consumatori.

Varata nel 1962, attualmente la Pac utilizza il 39% del bilancio comune europeo e, nell’ottica del cambiamento climatico in corso, assume un ruolo fondamentale nella gestione sostenibile delle risorse naturali e nel preservare le zone e i paesaggi rurali in tutta l’Ue; mantenere i suoli e la biodiversità con un reddito inferiore del 40% rispetto a quelli non agricoli non è semplice, così la politica agricola comune cerca di colmare finanziariamente l’intervallo fra la domanda dei consumatori e la capacità rurale di soddisfarla, accedendo a due fondi: il FEAGA (Fondo Europeo Agricolo di Garanzia) e il FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale).

Il pagamento avviene su scala nazionale e in vari modi:

  1. Sostegno al reddito attraverso versamenti diretti che premiano un’agricoltura attenta all’ambiente e ai servizi pubblici (come la cura dello spazio rurale), normalmente non pagati dai mercati;
  2. Adozione di misure di mercato per far fronte a difficili congiunture extranazionali (calo improvviso della domanda e/o contrazione dei prezzi);
  3. Attuando misure di sviluppo rurale che rispondano alle esigenze specifiche di determinati ambiti.

FENOMENOLOGIA DELLA PAC

Nell’Ue esistono 10 milioni di aziende agricole che impiegano milioni di persone con un’offerta agroalimentare nota in tutto il mondo, suddivisa in produzione in senso stretto (settore a monte) e in preparazione/imballaggio/stoccaggio/vendita (settori a valle): nel periodo 2014/2020 le risorse della Pac sono state utilizzate per fornire tecnologie ad alta velocità, internet più funzionale e infrastrutture migliori a 18 milioni di cittadini residenti in aree rurali, pari al 6,4% della popolazione rurale complessiva.

Nell’era della transizione ecologica, infatti, bilanciare la produzione con la tutela dell’ambiente e della biodiversità non è semplice e comporta, oltre a un adeguato livello tecnologico, anche un’informazione costante e aggiornata che solo il digitale può offrire.

Molteplici sono i soggetti che dialogano con la Commissione Europea per aiutarla a definire le norme e le politiche che disciplinano l’agricoltura:

  1. Gruppi di dialogo civile;
  2. Comitati agricoli;
  3. Task force per i mercati agricoli;
  4. Corte dei Conti europea;
  5. Anche i sondaggi (chiamati Eurobarometro) che raccolgono le opinioni degli europei su agricoltura e Pac sono un prezioso strumento di analisi per la Commissione, che oltretutto svolge importanti valutazioni di impatto per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (fondamentali quelle del 2003, 2008, 2011, 2018 e 2020).

La Commissione valuta la Pac attraverso il QCMV (quadro comune di monitoraggio e valutazione) che si serve di specifici indicatori: i «performance indicators» e i «context indicators».

La base giuridica della Pac è stabilita nel Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, che ne fissa gli elementi di attività secondo quattro regolamenti:

  1. Regolamento (Ue) numero 1307/2013, sui pagamenti diretti agli agricoltori;
  2. Regolamento (Ue) numero 1308/2013, sull’organizzazione dei mercati dei prodotti agricoli;
  3. Regolamento (Ue) numero 1305/2013, sul sostegno allo sviluppo rurale;
  4. Regolamento (Ue) numero 1306/2013 sul funzionamento, gestione e monitoraggio della Pac.

La nuova Pac comprende invece tre regolamenti che entreranno in vigore dal 1 gennaio 2023:

  1. Regolamento (Ue) numero 2021/2116, che abroga e innova il 1306/2013;
  2. Regolamento (Ue) numero 2021/2115, che abroga e innova il 1305/2013 e il 1307/2013;
  3. Regolamento (Ue) numero 2021/2117, che modifica il 1308/2013, il 1151/2012, il 251/2014 e il 228/2013.

Per il periodo 2021-2022 è in vigore un regolamento transitorio (numero 2020/2220), fino all’avvio della nuova Pac, che stabilisce le condizioni necessarie per ottenere i finanziamenti dal FEAGA e dal FEASR, ampliando e modificando le disposizioni dei regolamenti precedenti.

Volendo stabilire una cronologia della Pac:

  1. 1962: nasce la Politica Agricola Comune;
  2. 1984: la produzione delle aziende agricole europee aumenta al punto da superare il fabbisogno di derrate alimentari, quindi vengono emanati dei provvedimenti tesi ad adeguare il livello di produzione al fabbisogno del mercato;
  3. 1992: la Pac muta forma, da sostegno al mercato a sostegno ai produttori, con sovvenzioni dirette agli agricoltori, incoraggiati ad adottare metodi più rispettosi dell’ambiente (il tutto fortemente sponsorizzato dal summit di Rio de Janeiro, che introduce il principio dello sviluppo sostenibile);
  4. 2003: una nuova riforma della Pac abolisce il legame fra sovvenzione e produzione, in modo da garantire un sostegno al reddito anche solo per il prendersi cura dei terreni agricoli, rispettando le norme in materia di sicurezza alimentare, salute e benessere degli animali. Per la prima volta la sostenibilità, da principio nobile ma astratto, diviene una concreta matrice di finanziamento, riconoscendo il primato dell’ambiente sul profitto;
  5. 2013: si riforma la Pac per il periodo 2014/2020, cercando di rafforzare la competitività del settore agricolo, promuovendo innovazione e agricoltura sostenibile e favorendo l’occupazione nelle aree rurali con fondi per l’uso produttivo dei terreni;
  6. 2021: dopo lunghe trattative, il Parlamento Europeo, il Consiglio dell’Ue e la Commissione concordano un’ulteriore riforma della Pac;
  7. 2021/2022: i nuovi piani strategici, una volta concordato il piano giuridico, saranno attuati in tutti i paesi membri dal 1 gennaio 2023;
  8. 2023: si inaugura una nuova era agricola che prevede anche un incremento di finanziamenti ai giovani agricoltori (di età pari o inferiore ai 40 anni) che in molti paesi, soprattutto in Italia,  sono diminuiti negli ultimi anni: si tratta di stabilire un nuovo patto fra gioventù e ruralità che non fondi soltanto sul retorico recupero della tradizione o sul lascito sapienziale delle precedenti generazioni, ma che crei una concreta prospettiva futura, anche economica, oltre che ideologica e digitale.

Germano Innocenti

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