Nuove misure Covid: aprile (non) è il mese più crudele

da | Apr 4, 2022 | IN PRIMO PIANO

L’ultimo decreto approvato dal Governo Draghi inaugura una nuova stagione nella gestione del virus poiché, a partire dal 1 aprile, cessa lo stato di emergenza Covid trasformando lo scenario da pandemico a endemico: il cadere di molte restrizioni non deve però far abbassare la guardia perché molti esperti annunciano, per l’Italia e l’Europa, l’arrivo nel prossimo Autunno di nuove varianti, ancor più contagiose, oltre a un possibile incremento dei contagi nei mesi estivi a causa del loro aumento nelle ultime settimane, della particolare virulenza dell’Omicron e della ridotta copertura vaccinale di lungo periodo.

Un tuffo nell’incubo vissuto gli ultimi due anni lo stanno sperimentando gli abitanti della megalopoli di Shangai (26 milioni di persone) che, a causa dell’incremento dei contagi (4 400 asintomatici e 356 effettivi), sono di nuovo in lockdown per volontà del Governo cinese, che ha scelto di adottare la politica «zero-Covid», arrivando a blindare le città più popolose, anche in presenza di poche centinaia di casi; la ratio della decisione è in direzione opposta  e contraria rispetto alle aperture primaverili dell’Occidente, anche se si sta pensando di rivederne la logica per arginare gli inevitabili danni economici che ne conseguono.

LE NUOVE MISURE

Per ciò che concerne le mascherine, sono ancora obbligatorie fino a sabato 30 aprile 2022 in tutta Italia, nei luoghi al chiuso (ad eccezione delle abitazioni private), e in particolare la tipologia FFp2 per:

  1. Accesso ai mezzi di trasporto;
  2. Accesso a spettacoli aperti al pubblico (teatri; cinema; sale da concerto; locali di intrattenimento, musica dal vivo e simili);
  3. Accesso a sale da ballo, come discoteche e simili, tranne che nel momento del ballo;
  4. Partecipazione a eventi e competizioni sportive.

Sempre dal 1 al 30 aprile, per tutti i lavoratori, sia del servizio pubblico che privato, non sono più obbligatorie le mascherine FFp2 ma vanno bene anche le semplici mascherine «chirurgiche», mentre non vengono considerate DPI (dispositivi di protezione individuale) quelle di comunità, e cioè di stoffa.

Non sono obbligati all’uso di mascherine:

  1. I bambini di età inferiore ai 6 anni;
  2. Le persone con patologie o disabilità incompatibili con il loro utilizzo;
  3. Le persone che per comunicare con un disabile non possono farne uso;
  4. Chiunque stia facendo sport.

Decade il sistema delle zone colorate e a decorrere dal 1aprile cessa la quarantena in caso di contatto, anche ristretto, con un positivo, mentre permane quella per i positivi: quest’ultimi dovranno continuare ad attendere 7 giorni se vaccinati (anche con terza dose), o 10 se non vaccinati, o se vaccinati da più di 4 mesi, prima di effettuare un tampone ed accertare la negatività ed eventualmente concludere l’isolamento. Non valgono i tamponi fatti in casa, ma occorre l’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare, effettuato anche nei centri privati.

A chi ha polemizzato col Ministro Speranza, chiedendo di accorciare l’isolamento a 5 giorni, il Cts ha risposto che a 7 giorni il virus ha minore probabilità di essere presente e di venire trasmesso.

Come visto, cessa nel mese d’aprile la quarantena per chi ha avuto contatti stretti con un positivo, ma viene applicato il regime dell’auto-sorveglianza, che consta di due obblighi:

  1. Indossare mascherine di tipo FFp2 al chiuso, o in presenza di assembramenti, fino al decimo giorno successivo all’ultimo contatto col contagiato;
  2. Effettuare un tampone (rapido o molecolare) all’eventuale comparsa dei sintomi, e se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto, anche se viene ugualmente raccomandato per gli asintomatici.

Molti giornali hanno titolato, semplificando, «Addio al Green Pass», ma non è corretto; il green pass rafforzato (ottenibile solo in seguito al vaccino o con la guarigione) resterà obbligatorio fino al 30 aprile per accedere a:

-) piscine, palestre, strutture ricettive;

-) sport di squadra e di contatto, anche all’interno di strutture ricettive;

-) centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive;

-) convegni e congressi;

-) attività al chiuso, spazi adibiti a spogliatoi e docce, tranne che per gli accompagnatori di persone non autosufficienti (disabili o per ragioni d’età);

-) feste, conseguenti e non conseguenti a cerimonie civili o religiose;

-) centri culturali, sociali e ricreativi (ad eccezione di quelli ricreativi per l’infanzia, con relative attività di ristorazione);

-) sale da gioco, da scommesse, bingo e casinò;

-) spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso (incluse le attività sportive), sale da ballo, discoteche e locali assimilati.

Decade anche il green pass base (cioè quello ottenibile non solo dopo vaccino o guarigione, ma anche dopo il tampone) per:

-) trasporti pubblici, locali e regionali;

-) servizi di ristorazione all’aperto;

mentre resta in vigore fino al 30 aprile 2022 per:

-) mense e catering;

-) servizi di ristorazione al banco o al tavolo;

-) concorsi pubblici; colloqui penitenziari; corsi di formazione; partecipazione a spettacoli ed eventi sportivi all’aperto;

-) navi, treni, autobus, aerei;

-) posto di lavoro, anche per le persone dai 50 anni in su (per le quali cessa invece l’obbligo vaccinale).

SCUOLA

Per il personale scolastico rimane l’obbligo di vaccinazione fino al 15 giugno, anche se chi non è immunizzato può comunque lavorare, purché non entri in contatto con gli studenti.

Con almeno quattro casi tra gli alunni nella stessa sezione/gruppo classe, le attività proseguono in presenza e tutti (docenti, educatori e ragazzi che abbiano superato i 6 anni) devono utilizzare la mascherina FFp2, per dieci giorni dall’ultimo contatto con un soggetto positivo. Nel caso della comparsa di sintomi, e se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo all’ultimo contatto, va effettuato un test antigenico rapido o molecolare, o un antigenico autosomministrato.

Fermo restando il divieto, per i positivi e per chi presenti una sintomatologia respiratoria e temperatura corporea superiore a 37,5 gradi, di accedere o permanere nei luoghi scolastici, chiunque (alunno o personale scolastico) presenti sintomi indicativi di infezione, viene ospitato nella stanza dedicata o area di isolamento appositamente predisposta e, nel caso di minori, devono essere avvisati i genitori.

Il soggetto raggiungerà poi la propria abitazione e lì si deciderà se effettuare il test e l’attivazione della Asl competente.

Si allargano quindi le maglie contenitive della pandemia ma sanificazione e prevenzione restano le parole-chiave per l’uscita graduale dal tunnel, partendo dal presupposto (non solo semantico) che «endemico» sta per «costantemente presente», per quanto distribuito in modo uniforme nel tempo, ma siamo ancora lontani dal livello di guardia meno preoccupante, e cioè quello della sporadicità.

Germano Innocenti

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