Segnali di ripresa: l’allentamento delle quarantene scolastiche

da | Feb 9, 2022 | IN PRIMO PIANO

L’andamento della pandemia, un continuo divenire influenzato da una variante che, per quanto più contagiosa, sembra essere meno virulenta, anche grazie alla campagna vaccinale che ha sfondato il muro dell’82% di over 12 con la dose booster, si determina anche attraverso l’indice di positività che, dopo una rapidissima e prevedibile impennata post vacanze natalizie (oltre il 20%), è sceso altrettanto velocemente, assestandosi su percentuali più contenute e meno preoccupanti (circa l’11%). Le regole per la gestione delle quarantene nel contesto scolastico sono a loro volta cambiate, determinando un segnale di maggiore tranquillità attraverso un allentamento delle misure. Vediamo nello specifico:

SCUOLA DELL’INFANZIA – alla scuola primaria il protocollo è completamente stravolto: fino a 4 positività accertate in classe la didattica prosegue per tutti, con l’accortezza dell’utilizzo delle FFP2 da parte dei docenti, fino a 10 giorni dopo l’accertamento dell’ultimo caso. Sussiste in questo scenario anche l’obbligo di test antigenico e molecolare all’insorgenza dei primi sintomi e, in caso di negatività, dopo 5 giorni. Con l’esplosione del quinto caso, se avvenuto entro 5 giorni dalla rilevazione del quarto, l’intera classe va in quarantena per 5 giorni.

SCUOLA PRIMARIA – anche alla primaria, fino a 4 casi conclamati la didattica continua in presenza, con l’obbligo delle mascherine FFP2 non solo ai docenti ma esteso a tutta la compagine studentesca over 6 anni; resta, anche alla primaria, l’obbligo di tampone all’insorgenza di sintomi, e dopo 5 giorni dal primo tampone. A partire dalla quinta positività, sempre a distanza di massimo 5 giorni dall’ultima rilevazione, le regole si differenziano tra vaccinati e non vaccinati, con un provvedimento che ha suscitato l’indignazione di una parte politica del Consiglio dei Ministri, che ha abbandonato il tavolo dei lavori. È previsto, infatti, che dal quinto caso, coloro i quali abbiano completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni, abbiano la dose booster, o siano guariti da meno di 4 mesi, continuino la didattica in presenza mentre, per tutti gli altri (seppure ridotta da 10 a 5 giorni) è comunque prevista la didattica a distanza. Questo provvedimento è stato ritenuto dalla Lega discriminatorio ed estremamente rigido, per gli studenti dai 6 agli 11 anni, succubi, secondo il Carroccio, delle decisioni parentali. 

SCUOLA SECONDARIA – la didattica in presenza per tutta la classe, con l’obbligo di FFP2 per docenti ed alunni, prosegue solo dopo l’insorgenza di un primo caso conclamato: già dalla seconda positività, infatti, sfruttando anche numeri raggiunti dalla campagna vaccinale nella fascia 13-19, resteranno in presenza, sempre in regime di auto-sorveglianza, coloro che hanno terminato il ciclo primario di vaccinazione da meno di 120 giorni, coloro che si sono sottoposti alla dose booster, i guariti da meno di 4 mesi e gli esenti dalla vaccinazione per motivazioni mediche. Nel caso di insorgenza di sintomi, anche alla secondaria, sono previsti i consueti due tamponi. 

RIAMMISSIONE ALL’EDIFICIO SCOLASTICO – se da un lato resta il divieto di permanenza nell’edificio scolastico con una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi, accogliendo le richieste sempre più pressanti di sindaci e dirigenti scolastici, sono state modificate anche le regole per il rientro in classe post positività o quarantena: non sarà più necessario il certificato medico ma basterà il controllo del green pass.

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