Vaccini, precedenza per Ata e docenti dopo l’obbligo

da | Dic 7, 2021 | IN CATTEDRA



Da qualche giorno quella che per mesi è stata solo un’indiscrezione è diventata una certezza: anche i docenti e il personale Ata dovranno obbligatoriamente vaccinarsi. La decisione, che ha destato alcune polemiche, non trova tutti uniformati, ma anche in questo ci sono delle evidenti spaccature tra le diverse tipologie di vedute. Pensando più all’attualità che alle critiche, già nei prossimi giorni inizieranno le prime vaccinazioni, indistintamente per chi non ha ricevuto neanche una dose e per chi è in attesa della terza. Il personale scolastico avrà infatti la precedenza rispetto alle altre categorie.

PRECEDENZA – La corsia preferenziale tanto rincorsa è finalmente arrivata: i docenti e tutti i lavoratori della scuola dovranno e potranno vaccinarsi in tempi brevi. A stabilirlo è stata una circolare diramata dal commissario straordinario per l’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo. Ovviamente, se il vaccino è obbligatorio, non ci sarà nessuna fila da rispettare negli hub vaccinali e nessuna prenotazione da fare. La decisione di estendere l’obbligo ad altre categorie è stata presa il 24 novembre e dal 27 è stata inserita in Gazzetta Ufficiale, ma il provvedimento diventerà a tutti gli effetti esecutivo dal 15 dicembre, quando i docenti non vaccinati saranno chiamati alle prime somministrazioni.

CATEGORIE – Questo provvedimento non coinvolge però soltanto il mondo della scuola. Oltre ad insegnanti ed appartenenti al corpo Ata, adesso anche i militari, le forze di polizia, il soccorso pubblico e il comparto amministrativo della sanità dovranno sottoporsi al vaccino (per le prime due dosi si faceva riferimento soltanto ai sanitari e al personale delle Rsa). Nel documento viene sottolineato il bisogno di «garantire per le categorie per le quali la vaccinazione è obbligatoria l’opzione di accesso diretto agli hub vaccinali senza prenotazione e predisporre, ove possibile, linee dedicate, sia per il ciclo primario sia per i richiami».  Per queste categorie verrà pertanto autorizzata la somministrazione dei richiami dai 18 anni in su, tenendo ovviamente contro del vincolo dei 5 mesi dalla conclusione del primo ciclo di dosi.

Dopo questa decisione, il governo ha invitato tutte le Regioni a ricorrere alla chiamata attiva per la prenotazione alle terze dosi, a sfruttare in modo equo tutti i vaccini a mRna a disposizione, oltre che a rafforzare la capillarizzazione delle dosi coinvolgendo anche team mobili sanitari della difesa, farmacisti e medici di medicina generale.

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