6 dicembre: Vax vobiscum (?)

da | Nov 29, 2021 | IN PRIMO PIANO

L’introduzione, dal 6 dicembre, del super Green Pass (o certificato verde rafforzato) inaugura un doppio binario fra chi è vaccinato e guarito e chi ha il pass di base che si ottiene anche con un semplice tampone negativo. Una scelta, quella varata dal Consiglio dei Ministri, che consente a vaccinati e guariti di evitare le restrizioni da zona gialla e arancione, ma che esclude i no vax dalla possibilità di accesso a molte attività ricreative. Vediamo nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

SUPER GREEN PASS

Il super Green Pass è un certificato verde rafforzato che spetta ai vaccinati e ai guariti dal Covid-19 (e che consente ai possessori di evitare le restrizioni da zone gialle e arancioni): entrerà in vigore il 29 novembre, e senza una scadenza temporale, proprio in zona gialla e arancione, e dal 6 dicembre al 15 gennaio in zona bianca, ma non si applica ai minori di dodici anni.

Chi ne è in possesso può avere accesso a spettacoli, eventi sportivi, ristorazione al chiuso, feste, discoteche e cerimonie pubbliche, mentre per gli spogliatoi di palestre, piscine o altre realtà sportive basta il Green Pass base (quindi anche con tampone negativo), la cui esibizione è necessaria anche per salire a bordo di un treno o su una metropolitana (sempre dal 6 dicembre al 15 gennaio) e per tutti i mezzi di trasporto locale.

Per recarsi al lavoro sarà ancora valido il Green Pass base con il risultato negativo di un tampone (48 ore di validità per l’antigenico e 72 per il molecolare), e chi ne è sprovvisto rischia sanzioni amministrative da 600 a 1500 euro, mentre per il datore di lavoro che non controlla si va dai 400 ai 1000 euro.

Diventa necessario il Green Pass base per accedere agli alberghi e a tutti i servizi offerti (ristoranti, piscine, palestre e centri benessere), mentre sono esenti dall’obbligo di certificazione gli accompagnatori delle persone non autosufficienti, che siano disabili o bambini piccoli.

Per andare all’Estero serve il Green Pass ed è necessario verificare nuove eventuali restrizioni varate dal paese di destinazione, in più bisogna compilare il Passenger location form (anche se ci sono alcuni corridoi turistici Covid free per luoghi come Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana e l’Egitto, ma solo per Sharm el Sheikh e Marsa Alam).

ESTENSIONE OBBLIGO VACCINALE E SCUOLA

L’obbligo vaccinale, finora riservato al personale sanitario e delle Rsa, si estende anche agli operatori sanitari (amministrativi compresi), al personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, alla polizia locale (vigili) e penitenziaria e a tutto il personale delle strutture adibite all’esercizio di attività sanitarie e sociosanitarie (ad esclusione dei contratti esterni).

Tale obbligo scatta anche per tutto il personale del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri provinciali di istruzione per adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale e di quelli che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore.

Nelle strutture sanitarie, i controlli sono demandati ai responsabili delle strutture stesse, mentre negli istituti scolastici a vigilare sono i dirigenti: i docenti senza Green Pass sono sospesi dal servizio e dalla retribuzione, ma mantengono il posto di lavoro anche se non adempiono all’obbligo vaccinale; i dirigenti possono sostituirli stipulando contratti a tempo determinato che si risolvono nel momento in cui i sostituti dimostrino di essersi vaccinati.

Per ciò che concerne l’uso della mascherina, è sempre consigliabile averla con sé in caso di assembramenti, ma non è obbligatorio indossarla all’aperto in zona bianca, mentre lo è (sia all’aperto che al chiuso) in zona gialla, arancione e rossa.

Alcuni comuni la stanno però rendendo obbligatoria anche all’aperto.

ZONE E CONTROLLI

ZONA BIANCA: chi ha il pass da tampone potrà bere un caffè al banco, sedersi ai tavolini all’aperto, andare in piscina e in palestra, soggiornare in hotel e usufruire del relativo ristorante interno, mentre per accedere al lavoro, ai mezzi di trasporto, allo sport, al cinema, al teatro o a eventi sportivi, matrimoni, discoteche e ai locali interni di bar e ristoranti, sarà obbligatorio il super Green Pass.

ZONA GIALLA: tranne che per l’obbligo della mascherina anche all’aperto, le regole restano le stesse della zona bianca. Ci si può muovere, quindi, liberamente fra regioni e non è previsto alcun coprifuoco.

ZONA ARANCIONE: cinema, stadi, ristoranti, teatri, sale da concerto, palestre, restano aperti solo per chi ha il Green Pass rafforzato, mentre con quello base si può uscire dal comune di residenza ma non accedere al servizio al tavolo, nemmeno all’aperto: restano possibili il take away e la consegna al domicilio, mentre è poco chiaro se si possa andare anche ai Centro Commerciali, che con le vecchie regole sarebbero comunque rimasti chiusi nel week end.

ZONA ROSSA: ci si può muovere solo autocertificati e per necessità, urgenza, lavoro o salute. I bar e i ristoranti restano aperti solo per l’asporto e vengono garantiti i servizi essenziali (anche se si può consegnare a domicilio); chiuse le scuole, i parrucchieri, i barbieri e gli estetisti, lo sport è concesso solo nel Comune di residenza, ma non di contatto, ed è possibile raggiungere le seconde case ma non andare a trovare amici o parenti.

I controlli saranno intensificati: il decreto prevede che il prefetto territorialmente competente, entro cinque giorni dalla sua entrata in vigore, dopo aver sentito entro tre giorni il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, adotti un piano per controlli costanti, anche a campione, avvalendosi delle forze di polizia (anche di quella penitenziaria e municipale, con la qualifica di agenti di pubblica sicurezza).

Sempre il Prefetto dovrà trasmettere al Ministro dell’Interno una relazione settimanale dei controlli effettuati nell’ambito territoriale di competenza.

L’aver inserito nel decreto verifiche a campione sul possesso e sull’autenticità del Qr code in bar, ristoranti, palestre, ma anche pull man, metropolitane e convogli locali, il cui onere dovrà ricadere sulle forze dell’ordine (per non pesare sul lavoro di autisti e controllori) crea un problema di sicurezza e ordine pubblico, rischiando di lasciare scoperti settori cruciali come le indagini giudiziarie, il presidio sul territorio e l’immigrazione, nonostante fra le ipotesi del dicastero Lamorgese, siano al vaglio l’utilizzo dell’esercito e l’allungamento dei turni del personale in strada.

94 000 poliziotti (già la riforma Madia ne aveva ridotto il numero da 117 000 a 111 000), 104 mila carabinieri, 57 mila finanzieri e 64 mila vigili urbani sono troppo pochi per le verifiche a campione richieste dal decreto (nonostante nel 2021 si sia riusciti a controllare ben 29 milioni di persone): servono risorse aggiuntive, umane e tecnologiche, il pagamento degli straordinari del secondo semestre 2021, e un serio appello al senso civico (anche attraverso campagne di sensibilizzazione), questo perché è impensabile gravare sindaci, esercenti commerciali e controllori o autisti, di quest’ulteriore onere.

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