Primi segnali di ripresa: il ridimensionamento della quarantena

da | Nov 8, 2021 | IN PRIMO PIANO


Vivere in un’emergenza pandemica ha cambiato le nostre abitudini e le parole che sembravano
appartenere a un universo parallelo, o alle rappresentazioni cinematografiche, sono entrate nella nostra
quotidianità, scandendo in modo pervasivo ogni attimo della nostra esistenza. Uno di questi termini è la
parola quarantena che ha posto in isolamento le persone che rientravano da determinati paesi, o coloro i
quali erano entrati a contatto con casi positivi conclamati nelle 48 ore precedenti la scoperta del caso.
Dopo regole rigide, il Ministero dell’istruzione ha appena varato (in intesa con l’Istituto Superiore di Sanità
e il Ministero della Salute) un documento che alleggerisce, alla luce delle migliorate condizioni sanitarie, la
profilassi in ambito scolastico. Un primo passo verso l’agognato ritorno alla normalità.

PROCEDURE PIU’ VELOCI – La prima novità della nota, trasmessa in data 4/11/2021 agli Uffici Scolastici
Regionali, è la possibilità, per i Dirigenti Scolastici e per il Referente di ogni plesso Covid, di intervenire
preventivamente, in attesa dell’intervento del Dipartimento di Prevenzione per la gestione dei casi. In
particolare, ufficializzato un caso positivo all’interno della classe, l’istituzione scolastica può già
autonomamente provvedere alle operazioni di rintracciamento dei contatti e comunicarne i dati al relativo
Dipartimento. A cambiare sensibilmente saranno i protocolli.

PRESENZA DI UN CASO POSITIVO – Se, dopo tutti gli accertamenti, viene accertato un unico soggetto
affetto da covid nella classe (studente o docente), non sarà prevista la quarantena ma due tamponi
(antigenici o molecolari), uno a ridosso della scoperta e uno allo scadere dei cinque giorni dal suo
rilevamento. Se il primo dei due tamponi è negativo per tutti sarà garantita la permanenza in classe (in
attesa del secondo), se anche il secondo tampone risulterà globalmente negativo la procedura rimarrà
invariata. In caso di risultato positivo, invece, si comunicheranno i dati al Dipartimento di Prevenzione
applicando le nuove procedure previste dal protocollo. Per lo studente positivo, ovviamente, è prevista la
frequenza in DAD, mentre i docenti seguiranno lo stesso protocollo solo se vaccinati o negativizzati negli
ultimi 6 mesi; in caso contrario, andranno in quarantena per 10 giorni.

PRESENZA DI DUE CASI POSITIVI – Qui le procedure si differenziano, irrigidendosi nel caso in cui anche lo
studente coinvolto nel tracciamento non abbia iniziato e/o terminato il ciclo vaccinale. Se vengono
riscontrati due casi positivi nella stessa classe o, se dopo i due test preventivi viene riscontrato un altro
positivo, le regole si complicano. Per gli alunni vaccinati, infatti, continua la presenza scolastica con la
sorveglianza del doppio tampone, mentre coloro i quali non si sono sottoposti al vaccino finiranno in
quarantena, anche se risultati negativi al tampone, e dovranno prendere parte alle lezioni in DAD per dieci
giorni, terminati i quali torneranno in presenza ma solo se muniti di tampone negativo. Stessa sorte per il
corpo docente, mentre gli altri soggetti scolastici sono soggetti alle decisioni dell’ASL.

PRESENZA DI TRE CASI POSITIVI – Quando i casi positivi in una classe diventano più di due, scatta la
quarantena per tutti i soggetti coinvolti: in particolare, i vaccinati saranno costretti a 7 giorni di quarantena
e, in caso di negatività al settimo giorno, potranno tornare a scuola, mentre i non vaccinati dovranno
attendere 10 giorni prima di sottoporsi al test che potrebbe ricondurli in presenza.

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