Il ragazzo che catturò il vento

da | Ott 19, 2021 | MONDOVISIONE

Il ragazzo che catturò il vento, film diretto da Chiwetel Ejiofor, è la storia di William Kamkwamba, un tredicenne di Kasunguglawi, un piccolo villaggio a nord del Malawi, nato da una famiglia di agricoltori. A differenza dei suoi genitori, il ragazzo frequenta le scuole medie e sembra avere una propensione per l’ingegneria elettronica, tant’è che trascorre il tempo a recuperare componenti elettroniche nelle discariche. I periodi del raccolto e della carestia, che titolano le diverse parti in cui è suddiviso il film, dettano i tempi del ciclo della natura e del percorso di vita e istruzione del protagonista. Il film inizia proprio dal lavoro nei campi, con la morte di John, zio di William.

SEMINA (KUFASA) – la prima parte ci presenta la quotidianità di William e della sua famiglia, intenta a lavorare nei campi per permettere ai figli un livello di istruzione adeguato. William, proprio come sua sorella, sembra essere predisposto per lo studio e frequenta la scuola Kachokolo in cui il suo professore di riferimento, insegnante di scienze, è il professor Kachigunda. La semina di William è però tormentata da ostacoli: da un lato, i genitori non sono in grado di sostenere i prezzi della retta che la scuola richiede, dall’altro, il disagio economico non aiuta William a studiare la sera, perché la famiglia non può permettersi di usare il cherosene per illuminare la stanza. Inoltre, l’intero villaggio viene minacciato dal governo che ne baratta gli alberi per pochi soldi.

COLTIVAZIONE (KALULA) – è la parte più breve ma anche la più centrale del film, sia per la collocazione che per il tessuto della trama: vi si assiste a una manifestazione del governo, dai toni decisamente autocelebrativi, per coltivare il consenso popolare ed ottenere voti alle imminenti elezioni. Il capo del villaggio, che già si era opposto alla svendita degli alberi (ma senza successo), pretende pubblicamente che il governo prenda una posizione netta per garantire aiuto in caso di siccità. Il suo discorso viene interrotto e, in un vicolo abbandonato, egli viene malmenato e ridotto in condizioni estreme. William, nel frattempo continua a coltivare il suo interesse per la scienza, ma clandestinamente: non potendo più pagare la retta, non può frequentare la scuola ma, avendo scoperto la storia d’amore tra sua sorella Annie e il professore, riesce ad ottenere l’accesso alla biblioteca scolastica dove troverà il libro “Using energy”.

RACCOLTO (KUKULOLA) – dopo il duro lavoro di coltivazione ci si aspetta di raccogliere quello che si ha precedentemente seminato: è il ciclo naturale degli eventi. Purtroppo, però, il raccolto è molto più magro di quello che ci si attendeva, anche per la siccità e la vendita degli alberi, che hanno avuto come conseguenza un aumento del prezzo del grano. Nonostante ciò, il governo si rifiuta di ammettere la situazione in cui versa il villaggio e in un clima di generale agitazione, durante una delle manifestazioni a cui prende parte il padre di William, la casa di famiglia viene derubata di tutto il grano. William, intanto, scoperta la sua disobbedienza scolastica, viene definitivamente espulso.

CARESTIA (NJALA) – un raccolto scarso non può che comportare un periodo di tremenda carestia: le famiglie devono razionare il cibo e si inizia a vendere quanto più si può (il tetto di alluminio viene sostituito da quello di paglia, per alienarlo al mercato del paese). Nella speranza di salvare sé stessa e la sua famiglia, Annie decide (inizialmente titubante) di accettare la proposta di Kachigunda e di scappare con lui, fin quando non sarà in grado di pagare il prezzo della sposa: “Una bocca in meno da sfamare”, scriverà nella lettera che la madre leggerà tra le lacrime. Ma la carestia agricola non è niente in confronto a quella affettiva: William, dopo aver costruito un mini-modello di pompa eolica per produrre acqua con la forza del vento, chiede al padre di poter utilizzare la sua bici per costruirne un modello più grande per salvare il villaggio. Il padre, però, si scaglia contro il figlio, intimandogli di imparare a lavorare nei campi e, dimostrandosi pentito di avergli consentito di andare a scuola, arriverà al punto di distruggerne il modellino. Lo scontro generazionale è servito nelle sue regole più convenzionali: tradizione del lavoro manuale contro lavoro intellettuale si miscelano in questa carestia.

VENTO (MPHEPO) – da sempre il vento ha una duplice accezione: anticipatore di tempeste e presagi ma anche elemento vitale. La tempesta famigliare, però, viene ora spenta dalla saggezza della madre di William che, in un discorso accorato, spinge il marito a credere nelle potenzialità del figlio. William, infatti, viene raggiunto dal padre nei campi con la bici, e si dimostra pronto a credere nel suo progetto; l’operosità del villaggio si indirizza tutta nella speranza di ottenere un goccio d’acqua per coltivare la terra. La lungimiranza e la resilienza di William si manifestano nel miracolo della vita: l’acqua, con la sua forza prorompente, fa nascere il primo germoglio e la carestia volge al termine. Nel ciclo della vita, ogni nascita comporta una morte: il capo del villaggio, infatti, non sopravviverà alle botte ricevute, ma il villaggio è pronto per affrontare una nuova stagione di vita.

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