Concorso Stem – Voce ai candidati

da | Lug 6, 2021 | IN CATTEDRA

L’ultima novità in merito ai concorsi è la procedura STEM, di cui abbiamo già dato conto in un precedente articolo. Giusto per riassumere, si tratta di una procedura semplificata, per le classi di concorso scientifiche, e consta di 50 domande a risposta multipla: 40 quesiti sono disciplinari e 10 ripartiti tra inglese e informatica. Ogni domanda corretta assegna 2 punti e il test si supera con un minimo di 70/100. L’esito (se positivo), che si conosce contestualmente all’espletamento della prova, consente il passaggio all’orale, superato il quale, si accede alla graduatoria di merito (che non prevede né titoli né servizi). Vediamo qualche commento a caldo dei candidati che hanno sostenuto le prove in questi giorni d’estate:

VOCE AI CANDIDATI – Simona, candidata A026: «le domande erano abbastanza tecniche e ognuna consisteva in un vero e proprio esercizio da svolgere. Inglese non era eccessivamente complicato, mentre informatica aveva delle domande anche più tecniche su Excel. Le due pecche principali sono i quesiti, spesso con un’impostazione più da programma universitario che da scuola secondaria, e il tempo a disposizione, davvero esiguo per domande che richiedevano molti calcoli, oltre al ragionamento. Nella mia aula eravamo in 15 e nessuno ha raggiunto la soglia del 70». 

Giuseppe, candidato A041: «premetto che io sono uno di quelli che ha avuto la fortuna di superare il concorso (90/100), sebbene nella mia aula dei 25 candidati previsti se ne sono presentati solo 16 e la prova è stata superata soltanto da 6. Nonostante ciò, ritengo si avesse tempo a sufficienza per leggere i quesiti; senza ombra di dubbio è necessario avere una preparazione informatica universitaria, il che rende difficile il concorso per i laureati di altre facoltà. Rispetto ad altre classi di concorso, ha aiutato il fatto che non ci fossero calcoli da svolgere. Le domande di inglese erano fattibili, poiché più di comprensione che non grammaticali o sintattiche».

Alessandro C, candidato A027-A026: «non ho avuto la fortuna di superare il concorso e, come me, nessuna delle 12 persone presenti in aula. Le domande erano troppo difficili e dimostravano poca aderenza rispetto ai programmi delle scuole secondarie, inoltre il tempo a disposizione era realmente esiguo. Non va sottovalutato nemmeno il caldo, accentuato dall’obbligo di mascherine FFP2.»

Salvatore, candidato A027: «ho superato la prova con il minimo e di 12 candidati ci siamo riusciti soltanto in due. Mi ritengo fortunato perché ho tirato a caso alcune risposte ma, siccome non c’erano penalizzazioni, ho preferito tentare. Per questo tipo di prova il tempo era poco (in quanto inglese richiedeva comunque la lettura dei testi) e le domande non erano eccessivamente tecniche, ma alcune richiedevano dei calcoli. Ribadisco che il tempo non era adeguato alle domande poste» 

Alessandro M. candidato A027: «Le domande di matematica erano semplici ma richiedevano tempo, le domande di fisica troppo complicate. Per il futuro, consiglierei di abbassare il livello di quest’ultime, che ricalcano troppo i programmi universitari».

PRIMI ESITI – i primi esiti pubblicati parlano di numerose bocciature: in Liguria, per le classi A026 e A041, si è già al di sotto dei numeri messi a concorso; in Puglia, per la classe di concorso A026, il superamento è stato del 10%. Più fortunati i candidati dell’A041, la cui percentuale di superamento si assesta poco al di sotto del 30%. Dati alla mano, forse sarebbe il caso di interrogarsi su quanto questa tipologia di concorso sia realmente semplificata e su quanti posti in più saranno assegnati, considerato che tra i partecipanti ci potrebbero anche essere dei candidati già passati e che sono in attesa dei risultati del concorso straordinario.  


Giuseppe Marino

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