Cyberbullismo e Educomunicazione

da | Mag 13, 2021 | SUI BANCHI DI SCUOLA

Dall’inizio della pandemia, secondo i report della Polizia di Stato, i casi di cyberbullismo sono raddoppiati.

Una delle principali cause dell’incremento di tale fenomeno sembrerebbe essere l’abbandono scolastico e il conseguente isolamento «iperconnesso» dei ragazzi; d’altro canto anche la scuola è giunta al suo redde rationem poiché invece di concentrarsi sulla parte monolitica della lingua, quella grammaticale, dovrebbe valorizzare le tre coordinate fondamentali della sociolinguistica: il contesto; gli interlocutori; le intenzioni comunicative.
La didattica a distanza ha denudato la parola del suo elemento prossemico varandola nel mare della Rete soggetta ai due maggiori rischi della postmodernità: l’incontrollabilità e l’immortalità («su Internet si scrive a penna», sentenzia una delle coprotagoniste di «The Social Network», il film di Fincher sulla genesi di Facebook).
La difficoltà con cui Google accorda il diritto di oblio e le evidenti smagliature nel sistema globale della Privacy hanno sottolineato in maniera ormai inequivocabile l’importanza della Netiquette e della responsabilità etica di chi introduce dati nel Web, soprattutto se non suoi.

CYBERBULLISMO – In una scuola fluttuante nell’infosfera, dove la differenza fra on line e off line è ormai abolita in funzione di una realtà eternamente aggiornata e percorribile  come un nastro di Moebius, bullismo e cyberbullismo sono le opposte facce della stessa medaglia, in quanto si può filmare e mettere in Rete un episodio di violenza, fisica o verbale, così come da tale immissione può derivare una reazione collerica, più o meno grave; il cyberbullismo, termine proprio dell’adolescenza digitale, si evolve semanticamente in stalking, ma senza perdere la portata del male fatto e subito che si fonda sull’inconsapevolezza dei danni provocati e sull’incertezza della reazione.
La soluzione è, o dovrebbe essere, una maggiore educomunicazione, a cominciare dalla scuola primaria.

L’EDUCOMUNICAZIONE – Per «Educomunicazione» s’intende l’azione comunicativa che avviene in un determinato spazio educativo da un punto di vista interpersonale, di gruppo, dell’organizzazione e di massa. Essa si pone l’obiettivo di generare ecosistemi educativi e negli ultimi anni si è sviluppata essenzialmente nei luoghi mediali la cui liquidità ha reso necessaria una corrispondenza fra l’intervento educativo, che necessita di un coefficiente comunicativo per lasciar passare il messaggio, e l’intervento comunicativo, che necessita di un coefficiente educativo per lasciar filtrare dei valori.
Il soggetto dell’educomunicazione è collettivo e il suo fine è la trasformazione sociale attraverso un lavoro di gruppo che rispetti le differenze e valorizzi le esperienze e gli errori (intesi come occasioni di crescita in chiave pedagogico-ambientale).

L’educomunicazione per i giovani, e in particolare per gli studenti, è una metodologia di formazione (fra individui o all’interno delle scuole) che punta all’empowerment delle competenze ma anche al rafforzamento del diritto alla comunicazione, che ormai va ben oltre quello all’espressione, in quanto ricomprende il diritto di tutti all’accesso ai mezzi di produzione e diffusione delle informazioni e la facoltà di possedere le risorse tecniche e materiali necessarie a elaborare contenuti, insieme alle conoscenze opportune a renderli autonomi.
La libertà senza responsabilità può trasformare la Rete da un oceano in espansione a un deserto (metafora estendibile in chiave ecologista) aumentando il volume del Deep Web (inversamente proporzionale alla vetta morale del nostro ghiacciaio) contro cui finirà per schiantarsi il Titanic della comunicazione on line, se priva di controllo e fondata sul primato della possibilità sull’etica.

 

Germano Innocenti

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