Priorità Scuola – La stabilizzazione dei precari

da | Mag 11, 2021 | IN CATTEDRA

Con le dovute differenze su base territoriale ormai si è tornati in classe in quasi tutte le scuole e, mentre il Ministro Bianchi punta ai test salivari per uno screening periodico dei discenti, ci si auspica la vaccinazione del personale scolastico (e degli adolescenti) entro la ripresa delle lezioni del nuovo anno, che dovrebbe avvenire fra il 10 e il 15 settembre, anche se gli istituti saranno aperti già dal 1 del mese.

 

STABILIZZAZIONE DEI PRECARI – Per scongiurare l’incubo delle cattedre vuote il Governo sarebbe pronto a varare un provvedimento per stabilizzare su larga scala i docenti precari inserendoli in un processo di formazione continua culminante in una prova di valutazione finale; durante il discorso alle Commissioni Cultura di Camera e Senato il Ministro dell’Istruzione ha parlato di un sistema a regime con concorsi annuali il cui scopo, stando al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), sarebbe quello di operare una «revisione finalizzata a poter capire, con regolarità e stabilità, le cattedre disponibili con insegnanti di ruolo».
Il «mismatching» territoriale, soprattutto fra Nord e Sud (ce ne siamo già occupati in merito ai docenti di sostegno), dovrebbe quindi essere superato entro e non oltre il 2022, partendo dal presupposto che in tema di reclutamento non vi sarà alcuna sanatoria (sebbene alcune forze politiche la caldeggino), né deroga al principio meritocratico.

I NUMERI: UN CAMBIO DI MENTALITÀ – Nello stesso discorso tenuto in Parlamento il Ministro Bianchi ha sottolineato come su un totale di 500 mila posti comuni ve ne siano oltre 200 mila a tempo determinato, un capitale di competenze ed esperienze estremamente variegato, su cui ragionare in modo uniforme sarebbe un grave errore epistemologico oltre che pragmatico.
Un altro tema su cui si è discusso è la previsione secondo la quale nei prossimi 10 anni avremo 1 milione e 400 mila studenti in meno, anche a causa della dispersione scolastica (pantografata dalla pandemia) alla quale si può porre rimedio uscendo dalla lineare equazione tot studenti-tot docenti, aumentando sia il numero degli insegnanti che il tempo trascorso a scuola, e diminuendo la grandezza delle classi.

150 milioni sono i fondi già in carico al Ministero, altri 320 saranno messi a disposizione per una struttura di supporto che attraverso l’estate ci proietti al nuovo anno e infine altri 40 milioni saranno destinati alla povertà educativa, incentivando la ripresa di aree periferiche e marginali.

CRITICITÀ – Per l’assunzione dei precari si parla di un corso-concorso da affiancare ai concorsi ordinari (che hanno già accantonato oltre 45 000 posti), ma i docenti da inserire richiesti dalla Lega (120 000) non tengono conto del fatto che il reclutamento da concorso è autorizzato solo sui posti vacanti e disponibili in organico di diritto, e che gli altri vanno a supplenza.
Stando ai dati 2019-2020 i supplenti sono stati circa 186 000, quindi si può presupporre che delle 200 000 supplenze del 2021 siano 40 000 quelle annuali sui posti disponibili e per le immissioni in ruolo, cui vanno aggiunti quelli lasciati dai pensionamenti (più o meno 35 000). Si arriva a un totale di 85 000 posti, di cui solo la metà andrà in concorso perché il restante 50% spetta alle GAE (graduatorie di esaurimento).
La conseguenza è che il potenziale corso-concorso potrebbe finire col coprire solo una piccola percentuale dei 200 000 posti precari e la restante quota andrà a supplenza.

 

Germano Innocenti

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