COSA CAMBIA PER LE SCUOLE CON IL NUOVO DPCM?

da | Ott 23, 2020 | IN PRIMO PIANO

Dall’ultimo DPCM emanato dal Premier Giuseppe Conte non si evincono novità sostanziali nel settore scolastico dove le attività di Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado resteranno in presenza perché, a detta del primo ministro, l’Istruzione è considerata «un elemento fondamentale del Paese».

NUOVE MISURE – Per il momento le uniche novità riguarderanno la scuola Secondaria di II grado per cui, come previsto dal nuovo DPCM, è stato disposto l’ingresso in classe a partire dalle ore 9:00. Per le scuole superiori, inoltre, è stata introdotta anche la possibilità di utilizzare i turni pomeridiani, così da avere un’organizzazione delle attività più flessibile, proprio come avviene adesso, dove, in alcuni istituti, la didattica a distanza e quella in presenza sono complementari . Così si legge dal DPCM emanato il 18 ottobre: «Incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00». Per le scuole di Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado invece, è rimasto tutto invariato, come si legge sull’ultimo decreto: «L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza».

ENTRATA IN VIGORE – Le novità illustrate da Conte nel nuovo decreto sono state rese ufficiali dal 19 ottobre e saranno valide fino al 13 novembre. Eccezion fatta per le norme riservate alla Scuola Secondaria di II grado, le cui ultime novità, come la spalmatura dell’orario anche nel pomeriggio e l’entrata non prima delle ore 9:00, entreranno in vigore da mercoledì 21 ottobre. Nel DPCM, inoltre, viene specificato che gli enti locali hanno la facoltà di comunicare al ministero dell’Istruzione le «situazioni critiche e di particolare rischio riferito ai specifici contesti territoriali» e poi, in base ad esse, chiedere che le scuole superiori adottino o incrementino l’attività didattica digitale integrata o impongano l’ingresso posticipato, per evitare il congestionamento dei mezzi di trasporto pubblici.

PUNTI DI VISTA – Il nuovo decreto ha, ovviamente, scatenato diverse reazioni: da un lato, grande soddisfazione del mondo del mondo della scuola: il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, attraverso un messaggio sulla sua pagina facebook, si dice contenta che il governo abbia confermato la sua idea circa la priorità della didattica presenziale; dal versante opposto, le Regioni vedono nelle scelte del governo un’ulteriore richiesta rimasta inevasa e si dimostrano preoccupate per l’incidenza che l’apertura generalizzata delle scuole e l’uso dei mezzi di trasporti hanno nella diffusione del contagio di COVID 19.

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