DaD: una nuova sfida per la scuola

da | Set 1, 2020 | STUDIARE ONLINE

L’anno scolastico 2019 – 2020 si è concluso con non poca fatica da parte degli insegnanti e degli studenti e anche quello che sta per iniziare si prospetta come un anno all’insegna della didattica a distanza, almeno in parte. La pandemia che ha colpito indistintamente ogni nazione del mondo ha messo in discussione stili e modi di vita che per intere generazioni hanno indirizzato la vita degli uomini. La scuola non è stata esente da questa “rivoluzione”, e la sta ancora vivendo.
All’inizio si sono avute molte perplessità sul modus operandi, ma poi l’uso consapevole della Didattica a Distanza (DaD) si è rivelato essere un’ottima opportunità.
Il sistema di formazione a distanza “e-learning” è già ampiamente sperimentato dalle Università telematiche; in Italia queste nuove realtà hanno aperto la strada alla prosecuzione degli studi ad un bacino di utenza che, per i più svariati motivi, con difficoltà avrebbe potuto frequentare giornalmente una facoltà statale.
I percorsi formativi proposti e le modalità con cui viene fornita l’erogazione, fa sì che i discenti siano già avvezzi all’uso della tecnologia che in qualche modo sarà presente anche nel lavoro futuro. Non è ammissibile in questo periodo storico la carenza di informazioni sull’utilizzo di determinate tecnologie che sono di uso quotidiano.
Le piattaforme e le skill erano quindi note, la difficoltà maggiore risiedeva nell’applicare queste linee guida alle classi della scuola primaria, della scuola secondaria di primo grado e della scuola secondaria di secondo grado, che come primo ostacolo ponevano le differenze di età tra i discenti, fruitori della DaD, e quindi la diversa necessità di approcciare e “formare” le competenze tenendo conto delle abilità personali di ognuno e, soprattutto per gli alunni delle classi della primaria, della necessità di socializzare con una nuova “situazione” intesa come ambito scolastico e una necessità di creare legami con i nuovi compagni. E’ in questo preciso momento che si sono evidenziate le carenze e le difficoltà di un sistema scolastico che da anni subisce una politica di impoverimento finanziario e poco motivante per i propri docenti. Osservando la scuola attuale sembra che vengano a mancare i principi fondamentali enunciati dalla Costituzione Italiana e dai seguenti aggiornamenti normativi nazionali ed europei che pongono negli obiettivi formativi e di apprendimento, nell’uguaglianza, nell’inclusione e nella valorizzazione delle abilità di ogni alunno le proprie fondamenta.
Anche sull’utilizzo della DaD la scuola non ha dimostrato unità di intenti e di azioni che avrebbe permesso a tutte le classi di raggiungere un certo grado di apprendimento finale, a causa della forte eterogeneità delle scuole stesse.
Alcune realtà hanno saputo reagire con immediatezza a queste difficoltà, grazie alla velocità di decisione e di esecuzione di alcuni dirigenti che hanno messo a disposizione dei propri docenti e dei propri discenti piattaforme e strumenti tali da poter continuare con le lezioni senza troppe difficoltà, ed è proprio in queste piccole realtà che si sono evidenziati i lati positivi di questa nuova forma di didattica. Da un’indagine condotta tra alcuni docenti è subito apparso chiaro che questa nuova tipologia di apprendimento risulta essere apprezzata dagli alunni proprio per l’utilizzo di device a loro affini: la sensazione di utilizzare cellulari, tablet e pc ha dato loro l’idea di essere più vicini al mondo contemporaneo. La capacità di attenzione e concentrazione degli alunni è sicuramente migliorata, rispetto alle ore svolte in classe, ed anche chi pensava che le materie scientifiche avrebbero presentato dei problemi (esecuzione di esercizi matematici ecc.) ha dovuto ricredersi.
Questo tipo di didattica ha aperto nuovi orizzonti e nuove prospettive. Il Ministro della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina ha infatti previsto per il nuovo anno scolastico la possibilità di una didattica mista per le secondarie di secondo grado, che prevede l’interazione della didattica digitale e di quella presenziale; questa soluzione potrebbe essere una ottima occasione per sviluppare al meglio le abilità e le competenze di ogni alunno attraverso l’utilizzo di questi strumenti senza però dimenticare l’importanza delle relazioni interpersonali che possono esprimersi solo con la presenza fisica.

F. Trotta
“Non ho mai insegnato nulla ai miei studenti; ho solo cercato di metterli nelle condizioni migliori per imparare.” A. Einestein

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