TRA I NUMERI E LE VOCI DEI CANDIDATI: IL BILANCIO DEGLI ESAMI 2020 – parla il prof. G. MARINO

da | Lug 29, 2020 | IN PRIMO PIANO

Si è da poco conclusa la pagina degli Esami di Stato 2020 per tutti i candidati interni, reputati dalla comunità scolastica un parziale ritorno alla normalità dopo il lockdown imposto dalle misure di sicurezza anti-COVID. Gli studenti e le studentesse di tutta Italia si sono cimentati in un esame inedito, nella forma come nei contenuti. Diventa doveroso, quindi, tirare le somme dell’esperienza seguendo due strade precise: da un lato, una breve analisi dei dati statistici e, dall’altro, dando voce ai protagonisti attivi degli Esami: gli studenti e le studentesse.

Dati del Ministero – Nell’anno in cui tutti gli studenti erano ammessi d’ufficio, la percentuale di respinti all’esame aumenta di uno 0,2%, assestandosi sullo 0,5% I voti superiori all’80 aumentano esponenzialmente:1 studente su 2, infatti, ha superato quella soglia. Il 10% degli studenti e delle studentesse ha conseguito la valutazione di 100 (era il 5,6% lo scorso anno) e le lodi sono state attribuite al 2,6% del totale dei candidati, contro l’1,5% dell’anno precedente. Diminuiscono anche i voti minimi, passando dal 7% al 5,1% il totale dei diplomati col voto di 60.

Voce ai ragazzi e alle ragazze – Ma cosa avranno provato gli studenti e le studentesse alla vigilia di questo Esame? Abbiamo raccolto qualche testimonianza per comprendere il punto di vista di coloro che gli Esami li hanno dovuti sostenere. Queste le considerazioni di Filippo, 18 enne di un Liceo Classico pubblico di Roma: <<La maturità di quest’anno, senza prove scritte, ha paradossalmente generato timori crescenti in proporzione all’incertezza che aumentava con il passare del tempo: più la data si avvicinava, meno certezze avevamo noi studenti. Tutto questo caos di idee, nel frattempo, ha contribuito a creare l’immagine di una maturità chimerica, dai mille volti, un mostro che ci trovavamo ad affrontare soli, a casa, senza il conforto del nostro fedele compagno di banco>>. Emerge, quindi, uno degli aspetti più critici della didattica a distanza: il problema non era soltanto vivere una situazione di totale incertezza, ma doverlo fare senza la presenza di rapporti umani, di quel famigerato compagno di banco che ognuno di noi ha visto, almeno una volta nella vita, come ancora di salvezza e come appoggio.
Sostiene la stessa opinione anche Lucilla, sua coetanea e compagna di scuola, ma frequentante il Liceo delle Scienze Umane: <<Purtroppo noi ragazzi di quinto siamo stati privati dei nostri ultimi mesi a scuola e costretti a seguire le ore di lezione al computer. Questa è stata a mio parere la parte più complicata di tutta la preparazione per l’esame, anche se i professori si sono sempre mostrati molto disponibili e propensi a darci una mano>>. La studentessa, però, prosegue sottolineando gli aspetti positivi dell’Esame da lei sostenuto: <<mi ha molto tranquillizzato il fatto che la commissione sarebbe stata tutta interna e che quindi avrei visto solo i volti famigliari dei miei professori Nel complesso ho trovato l’esame abbastanza semplice, appena finito mi sono resa conto che era molto più fattibile di quel che credevo considerando che ormai ciò che avevo studiato lo avevo più che metabolizzato e reso mio>>.
Anche Matteo, 19 anni di un Liceo Scientifico del territorio romano sottolinea le difficoltà dell’ignoto e l’importanza di aver avuto una persona con cui confrontarsi, anche se a distanza: << quasi ogni giorno sentivo Ludovica, la mia migliore amica, per motivi didattici e non. Avevamo i nostri alti e bassi, spesso non capivamo il senso di fare un esame così affrettato, rigirato e riformulato per darci a tutti i costi un voto. Fortunatamente sono una persona tranquilla e il giorno della maturità non avevo ansia, probabilmente anche per la poca considerazione che avevo per quella prova orale>>.
Fondamentali, per chiudere l’argomento, sono ancora le sue parole, perché danno un senso a tutto quello che vivremo nel mondo della scuola, in quanto siamo solo all’inizio di un cambiamento segnante: << Nonostante tutto, ho imparato molto in questo periodo: non solo dal punto di vista scolastico, ma soprattutto come persona, davanti agli ostacoli e alle difficoltà che questo virus ha posto ogni giorno davanti a noi. Ho imparato a essere più indipendente e sicuro di me stesso, in un periodo in cui tutti, dall’alunno alla Ministra (Lucia Azzolina, Ministra dell’Istruzione), non avevano ancore alle quali poter affidarsi>>.

 

Prof. Giuseppe Marino,
docente di scuola secondaria di II grado.

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