“DaD”: Nuovi ambienti di apprendimento – Maria Enrica Bianchi, Cristina Fabbri, formatrici AID

da | Giu 29, 2020 | IN PRIMO PIANO

INTRODUZIONE: In questo articolo proviamo a fare un bilancio, che non ha tuttavia la pretesa di essere esaustivo, sul valore della Didattica a Distanza (DAD) e sull’impatto che ha avuto sui nostri ragazzi con disturbi dell’apprendimento attraverso le tante testimonianze che, come Associazione Italiana Dislessia, abbiamo raccolto.

È opportuno, in primo luogo, valutare l’effetto della DAD in relazione all’ordine di scuola frequentato: sicuramente nella scuola secondaria l’impatto è stato meno traumatico per la maggiore competenza digitale degli studenti e perché registri elettronici e piattaforme cloud erano, in gran parte, già ampiamente utilizzati.

“DaD”: NUOVI AMBIENTI DI APPRENDIMENTO

Le lezioni sono ormai terminate e l’anno scolastico trascorso è stato negli ultimi mesi dominato dal DPCM del 4.3.2020 che ha decretato la sospensione didattica nelle istituzioni scolastiche di tutta Italia per contenere l’emergenza sanitaria. Conseguentemente il Ministero dell’Istruzione ha avviato la modalità di didattica a distanza (DaD) per garantire la continuità di istruzione. Docenti e studenti si sono ritrovati di colpo in un ambiente didattico e di apprendimento diverso, se non per molti quasi sconosciuto e la DaD, sincrona e asincrona, è divenuta attività quotidiana.

L’anno scolastico 2019-2020 rimarrà alla storia per la sua atipia: influenze e ripercussioni sugli aspetti emotivi di tutti gli attori sociali e modifiche, in parte obbligate, in molti docenti del modo di “far scuola”.

Ciò che è emerso con forza è che la didattica in presenza non può essere sostituita perché fatta di emozioni, sguardi e contatti non restituibili dallo schermo di un pc o di qualsiasi dispositivo.

Racconta Lara, che frequenta l’ultimo anno del liceo scientifico: “Sono disperata all’idea di non poter più vedere e salutare i miei compagni nella nostra vecchia classe. E poi ho capito quanto era importante per me una routine che fino a ieri giudicavo noiosa e a volte insopportabile fatta di lezioni, interrogazioni, voti ecc…. Assurdo, ma mi manca persino l’ansia dell’essere interrogata in presenza e mi mancano i professori, non solo quelli che ho amato, ma anche quelli che non sopportavo”.

Anche con la didattica a distanza i docenti hanno continuato a seguire i propri studenti, fornendo sistematicamente feedback e rimodulando gli orari all’interno della giornata; nonostante ciò alcuni studenti si sono persi per motivazioni diverse che vanno dall’assenza di connessione o dispositivi informatici a quella del supporto della famiglia.

Allo stesso tempo, invece, molti ragazzi, colti dalla necessità di un confronto con una realtà nuova che proponeva modelli didattici fino a quel momento inesplorati (ad eccezione di chi già usufruiva della flipped classroom) e dall’opportunità di utilizzare dispositivi tecnologici, come strumenti per espletare le attività didattiche richieste, hanno messo in gioco competenze e abilità che nella quotidianità delle lezioni tradizionali erano rimaste sottotraccia.

Gli alunni, capaci e competenti, hanno continuato il loro percorso di apprendimento positivo e proattivo, ma anche studenti che in classe non partecipavano attivamente e raramente interagivano con gli insegnanti e con i compagni, hanno seguito le attività didattiche migliorando e aumentando competenze e apprendimenti in campo organizzativo, digitale e abilità trasversali.

La didattica a distanza ha modificato anche la comunicazione tra docenti e alunni: ognuno è entrato direttamente nella quotidianità dell’altro con animali domestici che intervenivano durante le lezioni, familiari che lavoravano anch’essi da casa o si dilettavano in cucina o ancora pulivano camere e salotti. Le lezioni erano scandite da un “linguaggio” nuovo, presto diventato condiviso: “Io non vedo; io non sento; la mia connessione oggi è debole (spengo la telecamera); ti rinvio il codice; clicca sul link; prova ad uscire e rientrare; dai che adesso ti colleghi; oh finalmente ti vediamo e sentiamo…”.

La necessità dell’implementazione della didattica a distanza ha reso fondamentale interrogarsi sui punti di forza e di debolezza di questo sistema, nell’ottica di una convivenza armonica, negli anni a seguire, tra metodi convenzionali e metodi innovativi. Affronteremo questo aspetto nel prossimo articolo. […]

 

Dott.ssa Maria Enrica Bianchi e Dott.ssa Cristina Fabbri
docenti e formatrici AID

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