5 marzo 2020: lockdown didattico

da | Giu 5, 2020 | STUDIARE ONLINE

VERSO UNA NUOVA DIDATTICA

Il 5 Marzo 2020 è stata ufficialmente annunciata dal Governo la chiusura di tutte le scuole italiane. In poche ore, è stata sollecitata la didattica a distanza ed i docenti sono stati indirizzati a proseguire il loro lavoro tramite piattaforme digitali. Un cambiamento radicale, che ha portato nella quotidianità degli studenti una completa rimodulazione delle loro abitudini didattiche. Inizialmente, in un clima generale di disorientamento, l’unica certezza consisteva nell’emozione di ritrovarsi, anche se ognuno da casa propria, e nella rassicurazione che, tempo due settimane, tutto sarebbe tornato alla normalità. Ma gradualmente la didattica dell’”emergenza” si è affermata come l’unica modalità possibile per continuare il processo formativo già in corso.

UN NUOVO INZIO I ragazzi hanno iniziato a partecipare a vere e proprie video lezioni online. Ognuno con la propria modalità: qualcuno con i genitori in presenza, altri appena svegli, altri ancora nascondendosi dietro una webcam sempre spenta. I più coraggiosi, verbalizzando apertamente emozioni negative, la nostalgia dei compagni di classe e del confronto faccia a faccia. E poi i “disconnessi”, forse i più angosciati ed intimoriti dalla paura di rimanere indietro a causa dei problemi di connessione o perplessi della possibilità che il computer non funzioni, o addirittura perché non in possesso né di un pc né un di tablet.

REALTA’ DIFFICILI Per quanto le tecnologie dell’apprendimento abbiano permesso di mantenere una certa continuità didattica, educativa e relazionale, in alcuni casi hanno messo in risalto problematiche preesistenti. Sono proprio i ragazzi appartenenti ad una realtà socioculturale più svantaggiata, o quelli affetti da disturbi specifici dell’apprendimento o da determinati tipi di disabilità, come l’autismo, coloro che ne hanno risentito maggiormente. Questo perché, in questi casi, la relazione interpersonale è fondamentale per garantire il successo formativo dell’alunno. Alla stessa maniera, si sono trovate a disagio quelle scuole meno all’avanguardia, che senza le adeguate risorse materiali sono state impossibilitate a rispondere alle nuove esigenze della scuola.

NUOVE OPPORTUNITÀ Nonostante questi limiti, la didattica a distanza, per molti, ha significato soprattutto un nuovo modo di apprendere, confrontarsi, riscoprirsi e sentirsi parte di un gruppo anche da lontano. Studenti, insegnati, ma anche i genitori, si sono assunti la responsabilità di “inventarsi” un modo di interagire mai sperimentato prima. E sempre nell’ottica di una didattica inclusiva, l’utilizzo di strumenti e adeguate piattaforme digitali hanno permesso di superare ostacoli forse insuperabili nella didattica “in presenza”. Finalmente, ha prevalso una valutazione formativa, piuttosto che sommativa, dove le competenze degli studenti si mescolano a quelle dei docenti, verso un unico percorso di crescita. Dopotutto, la scuola è soprattutto imparare quello che non immaginavi neppure di non sapere.

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