“La spinta verso la digitalizzazione è un’opportunità per la didattica e non solo” a cura di Claudia Alfonso

da | Giu 1, 2020 | IN PRIMO PIANO

[FONTE: piaceremagazine.it]

“Le numerose offerte di un gruppo all’avanguardia che non si è fatto trovare impreparato.”

L’intervista di Claudia Alfonso

“La spinta verso la digitalizzazione è un’opportunità per la didattica e non solo”

Testo – Claudia Alfonso

Brano – Rapide (Mahmood)

 

Tra gli effetti collaterali della pandemia che stiamo vivendo, ce n’è uno che potremmo definire persino virtuoso: quello relativo a una grande spinta verso la digitalizzazione. Forse per la vera accelerata serviva il cosiddetto “scossone”. Eppure ci sono delle realtà, come il gruppo Cepu, con l’Università eCampus e Grandi Scuole, che non si sono fatte trovare impreparate. Anzi, erano decisamente all’avanguardia. Ne abbiamo parlato con il direttore didattico Italia di Cepu e Grandi Scuole, Ilario Losito.

Dott. Losito, possiamo dire che eravamo un Paese un po’ indietro sui temi del digitale?

Io direi che noi siamo ancora un Paese ancora indietro; però ce ne siamo accorti solamente oggi di fronte a un’emergenza. Purtroppo il Covid 19 è stato un acceleratore troppo forte per far adeguare il Paese soprattutto dal punto di vista formativo e dell’istruzione a una necessità digitale comunque impellente. Noi partivamo un po’ in vantaggio per un semplice motivo: già utilizzavamo il digitale e l’e-learning affiancandolo alla nostra didattica individuale personalizzata in presenza. Dal 4 di marzo in poi abbiamo dovuto riconvertire al 100% le nostre lezioni in online.

Dunque questo è il momento per cambiare passo?

Dobbiamo. Perché la tecnologia non può fare passi da gigante in tutti gli ambiti tranne che in quello della formazione. Prima dell’inizio del prossimo anno scolastico, abbiamo alcuni mesi a disposizione: dobbiamo utilizzarli bene per non rischiare di arrivare in ritardo. Noi da questo punto di vista ci stiamo già attrezzando. Vogliamo prendere tutto il buono della didattica online, che abbiamo già denominato 3.0, e lo vogliamo riportare a settembre, magari integrandolo con una didattica presenziale.

Un tema importante, rispetto a questo tipo di didattica, è anche quello legato all’alternanza scuola lavoro…

Noi i PCTO (percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, ex percorsi di alternanza scuola-lavoro, ndr) li facciamo già da un paio di anni in modalità online, utilizzando la piattaforma di del consorzio CONFAO, riconosciuto dal MIUR. Quindi un percorso di PCTO in cui i ragazzi costruiscono un’impresa formativa simulata utilizzando per l’80% del loro lavoro la piattaforma online con l’aiuto dei tutor in presenza, e soprattutto con il supporto di un’azienda tutor che affianca i ragazzi nell’intero percorso. Non è solo un’attività utile ma anche divertente: i ragazzi fanno i business plan coadiuvati dai docenti di economia, ne capiscono l’utilità, poi costruiscono il sito internet, quindi gli studenti del perito informatico aiutano quelli di ragioneria a costruire il sito. Poi ci vanno messi i contenuti, e allora i ragazzi del liceo ci inseriscono i contenuti; infine bisogna tradurlo in inglese, quindi subentra chi fa lingue per la traduzione. E in tutto questo i ragazzi mentre imparano si divertono veramente.

Crede che sia un cambiamento di mentalità anche da parte degli studenti?

Sì senz’altro. Lo posso dire con certezza perché in tanti ci stanno chiedendo di mantenere la didattica online anche dopo l’emergenza.

Esiste un metodo, con la didattica a distanza, per tenere alta la soglia dell’attenzione dei ragazzi?

Non c’è una ricetta specifica ma c’è una formazione che bisogna fare ai docenti. Noi siamo fortunati perché abbiamo un corpo docente molto flessibile e anche molto propositivo.

In questo senso uno degli approcci più innovativi è quello le lezioni di storia dell’arte attraverso i tour all’interno di musei virtuali…

Un nostro tutor ha iniziato a fare lezione di Storia dell’Arte attraverso la visita di musei virtuali. L’idea mi è subito piaciuta, ho voluto assistere in prima persona a una delle lezione e ho seguito quella in cui il docente guidava i suoi studenti a lezione nel museo d’Orsay di Parigi in una vista che cominciava dall’esterno, da Parigi, per poi snodarsi all’interno fra le varie sale del museo fra i quadri di Van Gogh, Renoir , Gaugin… Gli studenti, che lo seguivano quasi fosse un Cicerone, erano talmente rapiti da questa lezione immersiva che non si sono accorti che venivano interrogati costantemente man mano che passavano da una sala all’altra.

Al di là dell’emergenza, qual è la motivazione forte su cui puntate?

Ancora una volta la flessibilità totale. La capacità di personalizzare al massimo la didattica, sulle esigenze del singolo studente. Più sei flessibile nella tua offerta formativa più sei più appetibile.

Orgogliosi di essere stati i primi a proporre percorsi così attuali?

Sì perché assistiamo alla raccolta dei frutti di un grandissimo lavoro, di sacrificio, di tanti anni in cui dovevamo quasi motivare la validità di un metodo online. Oggi la crisi ha fatto capire a tutti che l’online non è un metodo di serie b, ma soltanto uno strumento che utilizza una metodologia differente e strumentazioni tecnologicamente avanzate.

Scritto da
Claudia Alfonso
di piaceremagazine.it

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