Maturità 2020: solo un orale in presenza. Al via dal 17 giugno

da | Mag 8, 2020 | SUI BANCHI DI SCUOLA

[FONTE: REPUBBLICA.IT]

Il coronavirus stravolge l’esame di Stato. Ecco come sarà: colloqui per quasi 500mila maturandi, nelle aule e non a distanza. I commissari tutti interni tranne il presidente.

La Maturità ai tempi del coronavirus. Sarà una prova per 480mila maturandi straordinaria, l’unico precedente risale ai tempi del terremoto a L’Aquila e in Emilia. Un solo orale, dal 17 giugno. E in classe, non a distanza. Con tutti commissari interni dall’altra parte della cattedra a giudicare i candidati. Ecco punto per punto come sarà.

La prova

La novità più importante e attesa sta nell’aver definito che l’Esame di Stato si ridurrà ad un’unica prova: un orale che terrà conto della preparazione dei maturandi su tutte le materie. Si prevede, durante il colloquio, anche la prossibilità di proporre alcune esercitazioni scritte (brevi traduzioni, problemi di matematica-fisica…). I contenuti ancora non sono definiti nel dettaglio. Ma non sarà un orale a distanza, i candidati sosterranno la prova nelle aule, convocati per piccoli gruppi. Una richiesta che veniva da molta parte del mondo della scuola, soprattutto dagli studenti che reclamano un esame “vero”. Per quanto possibile. “Siamo convinti di poterli garantire in sicurezza, il comitato tecnico-scientifico ci ha dato il via libera”, dice Lucia Azzolina.

Le commissioni

La ministra Lucia Azzolina ha firmato il 18 aprile l’ordinanza, attuativa del decreto legge dell’8 aprile, che, in ragione dell’emergenza coronavirus e dell’impatto che ha avuto sulla scuola, prevede una commissione formata da 6 commissari interni e dal presidente esterno. “In questo modo – aveva spiegato – gli studenti saranno valutati da docenti che conoscono il loro percorso e quanto realmente fatto durante questo particolare anno scolastico. Vogliamo un esame di Stato vero, serio, ma che tenga conto anche delle difficoltà affrontate a causa dell’emergenza ancora in atto”.

I presidenti saranno nominati dagli Uffici scolastici regionali, i commissari dai consigli di classe entro il 30 aprile. Nella composizione della commissione si terrà conto dell’equilibrio fra le varie discipline di ciascun indirizzo. In ogni caso, sarà assicurata la presenza del commissario di italiano e di uno o più commissari che insegnano le discipline di indirizzo previste nella seconda prova (le materie sono uscite il 30 gennaio).

Il punteggio

Il ministero dovrà decidere quale peso dare al colloquio rispetto al percorso scolastico del triennio. Una delle proposte in campo è quella avanzata dal linguista Luca Serianni, che nel 2019 ha curato le linee guida della Maturità: un solo orale con quattro materie che valga 50 punti su 100.

Nella valutazione non rientrerà l’Alternanza scuola-lavoro (potrà valere il racconto delle esperienze effettuate in terza e quarta durante l’orale). L’Invalsi è saltato: la partecipazione alla prova (non effettuata per l’emergenza sanitaria) era diventata obbligatoria, ma senza che il risultato avesse un peso.

I rappresentanti di Invalsi in audizione in commissione Istruzione del Senato sul dl Scuola hanno proposto, per l’avvio dell’anno scolastico, prove per saggiare l’acquisizione delle competenze apprese durante la fase di lockdown. Idea che ha già scatenato un dibattito, con presidi più favorevoli e docenti contrari.

L’ammissione

Tutti ammessi – l’anno scorso furono il 96,1% degli scrutinati – non ci sarà nessun bocciato alla Maturità 2020. Ma i voti saranno differenziati, i bravissimi potranno aspirare al 100 e lode.

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